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lunedì 28 aprile 2008

2° Riunione

Venerdì 18 aprile il Club dei lettori si è riunito per la seconda volta per discutere sul romanzo:
"La tredicesima storia" di Diane Setterfield.
Dopo uno scambio di opinioni, durante il quale sono emerse critiche costruttive e confronti letterari con altri autori contemporanei alla Setterfield, come Zafon e il suo romanzo "L'ombra del vento", sono stati introdotti due famosi romanzi di Milena Agus: Mal di pietre e Ali di babbo. In seguito all'analisi del linguaggio di questa originale scrittrice sarda e delle tematiche sottese alla trama delle sue opere, si è parlato di un'altra autrice contemporanea ma meno conosciuta: Elisabetta Rasy, in particolare del suo romanzo "Tra noi due", nel quale la scrittrice dà prova delle sue capacità letterarie e dell'intensa poesia che predomina nelle sue descrizioni.
La discussione è terminata con rinvii a film contemporanei e al rapporto tra questi due mondi: la cinematografia e la letteratura.

Ultimo cenno letterario della serata, ma non meno importante, è stato la stimolante introduzione di un romanzo di Irene Nemirovsky: "Suite Francasie", da parte di un membro del club.

Augurando buona lettura a tutti, ricordiamo che il prossimo appuntamento sarà Venerdì 9 Maggio alle ore 18:00.

Elisabetta Rasy

Elisabetta Rasy, nata a Roma, dove vive e lavora, ha pubblicato numerosi romanzi e racconti:
  1. La prima estasi (1985),
  2. Il finale della battaglia (1988),
  3. L'altra amante (1990),
  4. Mezzi di trasporto (1993)
  5. Ritratti di signora (finalista al Premio Strega 1995);
  6. La lingua della nutrice
  7. Le donne e la letteratura
  8. Posillipo con il quale ha vinto il Premio Selezione Campiello 1997
  9. L'ombra della luna (1999) con il qaule ha vinto Donna città di Roma 2000 e il premio nazionale letterario del libro d'amore 2001
  10. Tra noi due. (2003) con il quale ha vinto il premio Flaiano 2003

Tra noi due

In questo romanzo la storia che riaffiora dal passato è quella della maturazione emotiva ed intellettuale della protagonista nella Roma del secondo dopoguerra. Da un lato, l'Italia che scopre il boom economico, la modernità e il consumo di massa; dall'altro, i piccoli ma significativi eventi che segnano il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, ordinati seguendo il filo delle emozioni. Mentre le strade si riempiono di automobili e le case di televisioni, la protagonista coltiva, tra passeggiate e lettere d'amore, le proprie affinità elettive con un microcosmo di personaggi: una madre anticonvenzionale, che non riesce ad accettare la mancanza di amore e sprofonda nella depressione; la professoressa di francese Emilia Starita, volitiva e misteriosa amante dei versi di Racine; Marco, nipote di Emilia e primo amore della protagonista; Aldo Camerini, l'idealista professore di storia e filosofia. A fare innamorare del romanzo è soprattutto la capacità dell'autrice di creare un intimo rapporto anche tra il lettore e la protagonista. Un'empatia che si basa su confidenze, complicità e gusto per l'introspezione.

Milena Agus

Nata a Genova da genitori sardi, vive a Cagliari dove insegna italiano e storia all’istituto tecnico “Meucci”. Ha ricevuto la menzione speciale al Premio Junturas 2004 con Mal di pietra. Ha iniziato nel 2005 la sua collaborazione con la casa editrice Nottetempo che ha pubblicato tutti i suoi volumi. Grande successo ha riscosso anche all'estero e i suoi romanzi vantano numerose traduzioni. Dopo l'esordio con Mentre dorme il pescecane, con il suo secondo romanzo, Mal di pietre, ha vinto il Premio Forte Village (2007) e si è segnalata fra i finalisti del Premio Strega e al secondo posto nel Campiello.
A febbraio del 2008 ha visto la luce Ali di babbo.

  • Le donne raccontano, 1994.
  • Elettroni liberi, 2000.
  • Sviluppo dell'industria e dell'artigianato nel territorio di Cagliari e provincia dall'ottocento a oggi: produzione di un modulo di storia settoriale locale secondo le tesi di didattica dell'associazione
  • Clio, 2003.
  • Mentre dorme il pescecane, 2005
  • Mal di pietre, 2006.
  • Ali di babbo, 2008.

Ali di Babbo - Mal di pietre

Ali di babbo
Nella smagliante Sardegna di Milena Agus, madame (così chiamata perché forse un giorno andrà in Francia) possiede un terreno sul mare assediato dagli speculatori. Ma madame, che è povera, non vende, e così facendo blocca i possibili affari delle famiglie vicine. Questa storia, raccontata da una vicina quattordicenne, è comica e truculenta, fiabesca e vera come sono le storie di Milena Agus. È anche la storia del nonno della narratrice, figura potente e silenziosa, il maggior alleato di madame. Ed è la storia di amori che vanno un po' storti e dei sacrifici propiziatori per farli stare in piedi. Madame crede nella magia e la distribuisce in modi personali e approssimativi allo scopo di rendere la gente più felice, perché "senza la magia la vita è solo un grande spavento.

Mal di pietre
Mal di pietre, anzi mali de is perdas, è il nome che in Sardegna si dà ai calcoli renali. Nonna, appellativo usato dall’io narrante per indicare la vera protagonista della storia, ne soffre da tempo ed è questa la principale causa della sua incapacità di avere dei figli. Un miracoloso viaggio alle terme la guarisce dalle pietre e dalla bramosia d’amore che tormenta nonna da sempre. Questa donna, ammalata di desiderio, non accetterà mai completamente la devozione di un marito messo accanto a lei dal caso. Innamorata solo del suo fumare la pipa, accetta di giacere con lui per permettergli di usare i soldi destinati alle case chiuse per l’acquisto del tabacco. Ed è lì che esplode la verità di un amore non detto, senza quelle parole che nonna destina ad un immaginario pretendente, il Reduce, conosciuto alle terme ed amato solo nella fantasia. L’amore esplode nel sesso, in pratiche particolari come “la preda” o “il pranzo”. Ed è qui che i due amati s’incontrano. Giacendo, trovano l’unico modo di comunicare. Raccontando la storia della nonna, l’io narrante ci porta sino al presente, sino alla morte della stessa e al disvelamento di segreti e di curiosità familiari, come la vita del padre dedicata alla musica e la vita della madre dedicata al padre. Questo non è un romanzo che lascia segni indelebili nell’anima, che semina pietre… miliari nel cammino di lettura di una vita. Ma si può consegnare Mal di pietre a quella categoria di letture piacevoli perché non necessarie e oneste, che conquistano sicurezza nelle pagine con storie minute dalla voce vigorosa, con un’unica solenne pretesa: raccontare la verità.