Eccovi una piacevole autopresentazione dell'autrice
“Mi presento…. di Thea Maria Parodi Roncon
“ Il mio esordio letterario inizia nel ’65 con la collaborazione ad alcune riviste di formazione e contenuto politici ed io stessa esordisco come “poeta politico”. Passeranno degli anni prima di utilizzare le memorie, indagando in un passato che continua ad essere inesorabilmente presente. Questa consapevolezza avverrà più tardi, all’indomani della morte di Marianna, mia madre. Da allora ha avuto inizio una ricerca continua, una presa di coscienza, un’analisi spesso difficile e contrastata, tenuto conto dell’umana debolezza di indulgere con eccessiva benevolenza sui propri errori ed omissioni. Ho dedicato tutta la vita allo studio ed alla lettura. Mio padre, che era un appassionato di Classici, mi insegnò ad amare Dante e Virgilio, ad apprezzare i Francesi e a considerare i Greci maestri di ogni conoscenza. Pur avendo una laurea in Lettere e Filosofia, quello che ho imparato nella vita è stato il risultato dell’esperienza e di una mia personale ricerca. I miei interessi sono sempre stati vari e numerosi.
Mi sono interessata di teatro, di fotografia, di pittura, di piante e di animali;
però la maggior parte del mio tempo l’ho dedicata alla scrittura e a cercare Dio.
Sia in una cosa che nell’altra ritengo di essere ancora in una fase dilettantistica.
Purtroppo l’avvicendarsi sempre più rapido delle stagioni mi ricorda che ad ogni alba segue un inevitabile tramonto e che esistono inderogabili scadenze, alle quali non ci si può sottrarre. La scrittura è la mia unica garanzia di sopravvivenza.”
Thea M. Parodi Roncon
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venerdì 26 luglio 2013
Carissimi lettori e lettrici, presto il Club tornerà a farvi compagnia. Nell'attesa vi comunichiamo che a Settembre è previsto un importante incontro con l'autrice Thea Maria Parodi-Roncon. Presso la nostra biblioteca potrete trovare alcune interessanti pubblicazioni di questa poliedrica scrittrice. Cogliamo l'occasione per informarvi che il 5 luglio si è tenuto Il Baratto dei Libri presso il centro commerciale La Fabbrica, evento che ha avuto un clamoroso successo e verrà ripetuto nel mese di Settembre. Invitiamo, pertanto, tutti coloro che sono interessati a preparare i propri libri per lo scambio. Il Blog vi informerà sulla data precisa del Baratto. Nel frattempo un augurio di cuore di Buone Vacanze e soprattutto di una buona lettura.
mercoledì 5 settembre 2012
SALUTI 2012
Tantissimi saluti a tutti i lettori di Santo Stefano Magra, proprio a tutti!!! quelli che mi hanno vista aggirarmi con vari incarichi nella mia più che decennale esperienza presso la biblioteca civica. Un particolare saluto va, ovviamente, ai partecipanti al Club dei Lettori che, nato ormai ben 5 anni fa! (era la primavera del 2008!!) hanno reso possibile gli incontri mensili partecipando sempre numerosi e in modo attivo sia nelle discussioni che nella scelta dei libri. Grazie di cuore per esserci stati... sempre...vi ricorderò con affetto.
Tantissimi saluti
Cristina Sanguinetti
Tantissimi saluti
Cristina Sanguinetti
lunedì 21 maggio 2012
riassunto riunioni
Scusandoci per non aver aggiornato il blog a causa di imprevisti problemi tecnici e di personale, provvediamo ad informarvi che le riunioni del Club dei Lettori si sono svolte regolarmente anche il 9 marzo, il 13 aprile e l’11 maggio 2012. I testi scelti e discussi con acceso dibattito e rinnovata vitalità sono stati: “La perla” di John Steinbeck, “Mr Gwyn” di Alessandro Baricco e “Avevano spento anche la luna” di Ruta Sepetys. In particolare quest’ultimo libro (scelta del mese di maggio che narra le vicende della deportazione lituana) è piaciuto moltissimo ed ha suscitato notevoli interrogativi legati alla storia narrata, al confine labile su dove inizi il romanzo e termini la realtà vissuta. Sono emerse anche riflessioni sulla violenza, sulle reazioni emotive, ma anche sull’arte poiché il testo offre molti spunti per la discussione. Il prossimo appuntamento, l’ultimo prima della pausa estiva, sarà venerdì 8 giugno alle ore 18 con Vacanze matte di Richard Powell
biografia di Richard Powell
Richard Powell nasce a Philadelphi nel 1908 e muore a Fort Myers nel 1999.
E' stato un autore americano
di grande successo tra gli anni Cinquanta e i Sessanta. Oltre a Rosso = sangue (Garzanti 1957) e Vacanze matte del 1959 (pubblicato in
Italia da Garzanti nel 1960 e ripubblicato da Einaudi nel 2011 e dal quale
venne tratto nel 1962 il musical Lo
sceriffo scalzo, con Elvis Presley) ha scritto altri venti romanzi
(tra cui un best seller come L'uomo di
Filadelfia) spaziando tra western, giallo e commedia. Da L'uomo di Filadelfia (pubblicato per la
prima volta in Italia da Garzanti nel 1958) è tratto il bel film di Vincent
Sherman del 1959 I segreti di Filadelfia,
con Paul Newman.
Don Quixote, U.S.A., un altro romanzo
di Powell (edito in Italia da Garzanti nel 1966) avrebbe fornito spunti di
trama a uno dei primi lungometraggi di Woody Allen datato 1971: Il dittatore dello stato libero di Bananas.
Vacanze matte
America 1959. Un'automobile imbocca una strada
in costruzione: il guidatore ignora tutti i cartelli di divieto di transito.
Dopo alcune decine di chilometri, quasi al termine della strada, l'auto rimane
senza benzina, in riva al mare, vicino a un bosco di mangrovie e un vecchio
ponte di legno. Nessuno all'orizzonte, l'unica soluzione è accamparsi per la
notte.
Padre, figlio, due
gemelli -
nipoti? cugini? zii? - e
la loro babysitter - l'intellettuale del gruppo - non si sposteranno più da quel luogo.
È la famiglia
Kwimper, non gente qualsiasi, ma un gruppo di persone "allevate a zanzare nel
New Jersey", provenienti da una zona rurale, la contea di Cranberry, in
cui la consanguineità è una regola, in cui tutti hanno lo stesso cognome e le
relazioni di parentela sono assai confuse.
Ma una
cosa è certa: la famiglia
Kwimper ha un ottimo e consolidato rapporto con il governo, che fornisce loro sussidi di
vario genere, consentendo a tutti di vivere senza fare nulla. Un rapporto di
reciproco interesse, se è vero che la loro esistenza dà un senso a quella del
governo stesso ("Io ho aiutato il governo in tutto quello che il governo
si è messo in testa di fare, dall'indennità di disoccupazione all'assistenza
per i figli a carico, alla pensione per invalidità totale..."). Un
rapporto privilegiato che si spezza quando, dopo alcuni giorni di vana attesa,
arriva il camion del Dipartimento dei Lavori pubblici dello stato di Columbiana
per organizzare l'inaugurazione della nuova strada. Il rappresentate
dell'amministrazione non capisce la situazione, vede solamente un accampamento
abusivo e ordina lo sgombero.
lunedì 20 febbraio 2012
2° Riunione 2012
Il 10 febbraio 2012 si è tenuta la seconda riunione del club dei lettori 2012.
Il dibattito ha avuto come soggetto "L'Isola dei due mondi" di Geraldine Brooks: un romanzo estremamente commovente ed emozionante in cui l'autrice mette in luce tutti i suoi sentimenti più profondi.
La narrazione procede in modo regolare senza suspence, ma piuttosto in tono colloquiale.
Fulcro e tema portante del libro della Brooks è la voglia costante di imparare, di avere un obiettivo per riuscire ad andare avanti.
Prossimo appuntamento Venerdì 9 marzo alle ore 18,00 con "Per sempre" di Susanna Tamaro.
Il dibattito ha avuto come soggetto "L'Isola dei due mondi" di Geraldine Brooks: un romanzo estremamente commovente ed emozionante in cui l'autrice mette in luce tutti i suoi sentimenti più profondi.
La narrazione procede in modo regolare senza suspence, ma piuttosto in tono colloquiale.
Fulcro e tema portante del libro della Brooks è la voglia costante di imparare, di avere un obiettivo per riuscire ad andare avanti.
Prossimo appuntamento Venerdì 9 marzo alle ore 18,00 con "Per sempre" di Susanna Tamaro.
Biografia- Susanna Tamaro

Susanna Tamaro è una delle scrittrici italiane più conosciute e amate in tutto il mondo. Ha pubblicato romanzi per adulti di straordinario successo di pubblico: La testa fra le nuvole (1989), Per voce sola (1991), Va' dove ti porta il cuore (1994), Anima Mundi (1997), Cara Mathilda (2001), Rispondimi (2001), Fuori (2003), Ascolta la mia voce (2006), Baita dei pini (2007), Luisito (2008) e l'ultimo, uscito a Maggio, Per Sempre.Nel 2000 la scrittrice ha istituito la Fondazione Tamaro, ente che si alimenta esclusivamente con i diritti dei suoi libri e con eventuali donazioni, contribuendo allo sviluppo di progetti a favore delle categorie più deboli nel mondo intero.Conosciuto il suo impegno e l'interesse per le tematiche ecologico-ambientali, Susanna Tamaro è stata scelta come testimonial del Corpo Forestale dello Stato, della LIPU (Lega Italiana Protezione Ucelli) - BirdLife Italia, del progetto Treebank per la Riforestazione Urbana Comune di Milano e, dal 2009, di Legambiente.
PER SEMPRE

Matteo è un giovane cardiologo a cui la vita sorride: ha una moglie stupenda Nora, che lo ama e lo fa felice con la sua straripante vitalità, e un bambino di due anni, Davide, che lo riempie di tenerezza e d’orgoglio. La sua vita scorre tranquilla, rallegrata dalla prospettiva di un nuovo figlio in arrivo, fino a che il destino cambia improvvisamente il suo corso.
Una tragedia senza ragioni gli toglie moglie e figlio lasciandolo come svuotato. Oltre a Davide, a Nora e al bambino che portava in grembo, Matteo perde anche la volontà, la dignità, il pudore, il rispetto per sé stesso e per gli altri. Gli rimane solo una cosa, un tarlo che lo divora, una domanda che lo tormenta: perché? Perché una cosa così orribile è potuta, è dovuta, accadere? A nulla valgono gli inviti alla rassegnazione dell’anziano padre: "bisogna farsene una ragione, la vita continua" gli ripete, lui che, cieco dall’infanzia a causa di un incidente di guerra, per primo ha vissuto sulla sua pelle il dolore e la tragedia irreparabile che ti cambiano la vita. A nulla servono i timidi e inconsistenti tentavi di conforto del prete amico di famiglia, i richiami delle donne che incrociano come meteore la sua vita di sopravvissuto.
Matteo non reagisce al dolore, anzi sembra animato da una volontà di distruzione personale, e scende tutti i gradini di una scala oscura che lo conduce sempre più a fondo: tra abuso di alcol e menzogne si tuffa in una girandola di relazioni amorose senza futuro. Ma anche in questo panorama di estrema desolazione appare inaspettatamente la luce: l’amore gratuito di un padre per il figlio, di una donna innamorata che offre al suo uomo l’ultima possibilità di riscatto. Naufrago nel mare magnum del male a cui si è arreso, saprà aggrapparsi a queste ancore di salvezza? Al di là delle evoluzioni della trama e della sorpresa riservata dalle pagine finali, sappiamo che al momento del suo racconto, rivolto alla moglie scomparsa, Matteo vive da eremita tra le montagne, ricercando il senso dell’esistenza attraverso il contatto con i boschi e gli animali che lui stesso alleva. Qui, dopo avere attraversato l’inferno, rincorre la saggezza interiore che sola può essere consolazione e risposta ai suoi interrogativi, quella consapevolezza interiore che si raggiunge solo dopo aver toccato il fondo, perché «per andare in alto è necessario, prima, scendere molto in basso».
Una tragedia senza ragioni gli toglie moglie e figlio lasciandolo come svuotato. Oltre a Davide, a Nora e al bambino che portava in grembo, Matteo perde anche la volontà, la dignità, il pudore, il rispetto per sé stesso e per gli altri. Gli rimane solo una cosa, un tarlo che lo divora, una domanda che lo tormenta: perché? Perché una cosa così orribile è potuta, è dovuta, accadere? A nulla valgono gli inviti alla rassegnazione dell’anziano padre: "bisogna farsene una ragione, la vita continua" gli ripete, lui che, cieco dall’infanzia a causa di un incidente di guerra, per primo ha vissuto sulla sua pelle il dolore e la tragedia irreparabile che ti cambiano la vita. A nulla servono i timidi e inconsistenti tentavi di conforto del prete amico di famiglia, i richiami delle donne che incrociano come meteore la sua vita di sopravvissuto.
Matteo non reagisce al dolore, anzi sembra animato da una volontà di distruzione personale, e scende tutti i gradini di una scala oscura che lo conduce sempre più a fondo: tra abuso di alcol e menzogne si tuffa in una girandola di relazioni amorose senza futuro. Ma anche in questo panorama di estrema desolazione appare inaspettatamente la luce: l’amore gratuito di un padre per il figlio, di una donna innamorata che offre al suo uomo l’ultima possibilità di riscatto. Naufrago nel mare magnum del male a cui si è arreso, saprà aggrapparsi a queste ancore di salvezza? Al di là delle evoluzioni della trama e della sorpresa riservata dalle pagine finali, sappiamo che al momento del suo racconto, rivolto alla moglie scomparsa, Matteo vive da eremita tra le montagne, ricercando il senso dell’esistenza attraverso il contatto con i boschi e gli animali che lui stesso alleva. Qui, dopo avere attraversato l’inferno, rincorre la saggezza interiore che sola può essere consolazione e risposta ai suoi interrogativi, quella consapevolezza interiore che si raggiunge solo dopo aver toccato il fondo, perché «per andare in alto è necessario, prima, scendere molto in basso».
giovedì 19 gennaio 2012
1 riunione 2012
Venerdì 13 gennaio si è tenuta la prima riunione del 2012. un’inaspettato numero di persone si è ritrovato in biblioteca ed ha animatamente discusso sul libro “Pranzo di famiglia” di Renate Dorrestein. Pacato e molto costruttivo il confronto tra le varie posizioni emerse. Qualcuno è stato profondamente toccato dalla lettura ed ha riportato la propria impressione “io certamente non sarei riuscita a fare la vita di Nettie”; E’ stato anche notato che “l’infanzia vissuta male dalla nonna è poi passato alla figlia, chi spezza la catena è il nipote. Indubbiamente un testo scritto bene che ci trasmette l’angoscia per i momenti brutti descritti”;qualcun altro evidenzia come “a Nettie questa realtà viene imposta, ed è come se, attraverso di essa, Nettie volesse riscattare il suo passato. Si fa un esame di coscienza su come si è comportata. Indubbiamente ci vuole una forza non indifferente, ognuno di noi sarebbe capace di affrontare tutto questo? " Vi è stato molto consenso di fronte a quest’acuta osservazione. Indubbiamente forse è la chiave di lettura più giusta e profonda del testo. Alla fine della discussione sono state proposte le letture di “Petrolio” di Pasolini, “Memorie di Adriano” della Yourcenair e l’ultimo libro di Geraldine Brooks. Ai voti, la scelta è caduta sul nuovo libro di Geraldine Brooks “L’isola dei due mondi”. Vi aspettiamo Venerdì 10 Febbraio 2012 alle 18
Geraldine Brooks
Geraldine Brooks ha vinto il Pulitzer Prize con il romanzo L’idealista (Neri Pozza 2005). Autrice di due saggi di grande successo: Nine Parts of Desire: The Hidden World of Islamic Women e Foreign Correspondance, corrispondente di guerra per il Wall Street Journal, il New York Times e il Washington Post, Brooks è nata in Australia e vive oggi in Virginia, negli Stati Uniti. Il suo primo romanzo, Annus mirabilis, è stato un bestseller internazionale edito, in Italia, sia da Neri Pozza che da I narratori delle tavole; seguito da analogo successo I custodi del libro.
L'isola dei due mondi
America settentrionale, 1660. Bethia Mayfield ha quindici anni quando una sera dal suo letto sente il padre e il fratello annunciare quella che per lei è un'insperata felicità: Caleb della tribù wampanoag, da anni suo grande amico segreto, andrà a vivere nella loro casa, dopo il battesimo e la conversione alla religione cristiana. Bethia è nata e cresciuta in una piccola comunità inglese di pionieri puritani insediatisi sull'isola di Martha's Vineyard, un lembo di terra affacciato sull'oceano atlantico, schiacciato tra la selva e il mare. È sempre stata una bambina seria e silenziosa, e ha accentuato il suo carattere solitario dal giorno in cui l'amata mamma è morta dopo aver dato alla luce la piccola Solace.Inquieta e curiosa, Bethia subisce a malincuore quello che è il destino di una ragazzina del XVII secolo: non accedere all'istruzione o, come dice Makepeace, il suo pingue e pigro fratello, essere «dispensata» dall'onere degli studi. Trascorre così le giornate occupandosi di Solace, della casa e del padre, il pastore della comunità, un uomo di specchiata e intransigente moralità. Nei momenti liberi, tuttavia, la sua ansia di sapere, il suo desiderio di conoscenza dello strano mondo e delle cose che la circondano prendono il sopravvento. Bethia se ne va in giro per l'isola, a esplorare baie e boschi, e a osservare i nativi e i loro riti, che la affascinano e al tempo stesso la turbano, tra consapevolezza di libertà e paura del peccato.
Ha dodici anni quando incontra Caleb, e la sua esistenza ne sarà segnata per sempre. La profonda amicizia che si instaura tra i due li porta a imparare l'uno la lingua, la cultura, la religione dell'altro. Il giovane Caleb rispetta e venera la natura, non conosce il significato del termine «peccato», non capisce perché gli inglesi, che amano circondarsi di così tante cose, si accontentino di un solo dio, per giunta lontano e invisibile. Bethia gli legge brani delle Scritture, gli regala una copia gualcita del catechismo, ma in cuor suo brucia dalla voglia di fare sua, almeno per un solo trasgressivo istante, l'«avventura idolatra» del suo giovane amico.
Due mondi lontani, situati sulla stessa isola, si incontrano e si desiderano.
E l'incontro sembra trovare un magnifico e inaspettato coronamento quando Caleb accoglie il Dio dei cristiani e decide di intraprendere un cammino di studio, inizialmente accanto al pastore Mayfield e alla sua famiglia, poi sempre più lontano da Bethia, fino a diventare quello che Bethia non può, o meglio quello che a Bethia è proibito essere: una persona istruita che può liberamente decidere del suo destino.
Ispirato alla storia vera del primo nativo americano laureatosi a Harvard, L'isola dei due mondi è un magnifico romanzo che narra di amicizia e libertà, emancipazione e pregiudizio in un'epoca in cui due culture si sfidano e si incontrano per la prima volta.
lunedì 2 gennaio 2012
13^ Riunione
Il 16 dicembre si è tenuta l'ultima riunione del Club dei Lettori dell'anno 2011. L'incontro verteva sulla discussione del romanzo "Qualcuno con cui correre " di David Grossman, lettura giudicata dai più interessante e scorrevole. Ci si è soffermati in particolar modo sullo stile narrativo dell'autore, che dimostra tutta la sua bravura coinvolgendo il lettore in una storia che tocca tematiche importanti e talvolta dolorose come quella della droga. Particolarmente suggestiva l'immagine della corsa, intrapresa in compagnia del cane , alla ricerca dell'ignoto, di un qualcosa che si può solo immaginare e su cui si può fantasticare. L'animale, in effetti, è la figura chiave di tutto il romanzo, trait d'union tra la vicenda sofferta dei due fratelli e veicolo della stupenda storia d'amore, dapprima sognata e poi realizzata, tra la protagonista e il coprotagonista. Durante la discussione sono emerse nuove proposte per il 2012 e si è presa in considerazione la possibilità di dedicarci alla letteratura europea contemporanea. La proposta per il mese di gennaio è "Pranzo di famiglia" dell'olandese Renate Dorrestein .
Augurandovi una buona lettura vi diamo appuntamento per il giorno venerdì 13 gennaio 2012 alle ore 18,00.
Biografia Renate Dorrestein
Renate Dorrestein è nata ad Amsterdam nel 1954. Iniziò a lavorare come giornalista per il settimanale Panorama e pubblicò il suo primo romanzo (Buitenstaanders) nel 1983. Giornalista, ha pubblicato in Italia anche "Album di famiglia" (Guanda, 2001); Ha diretto il giornale Opzij ed ha vinto il premio Annie Romein nel 1993 per il complesso della sua produzione letteraria. Il suicidio di sua sorella ha avuto una grande influenza sulla sua produzione narrativa
PRANZO DI FAMIGLIA

Il romanzo "Pranzo di famiglia" dell'olandese Renate Dorrestein è una singolare e tragicomica storia di profondo amore e dedizione di una stravagante nonna , con un passato da hippy, alle prese con l'educazione di un nipotino quasi autistico. La forza e lo spirito d Nettie, la protagonista, rendono questo libro, che sarebbe potuto scadere nel banale, una piacevole e delicata lettura della sofferenza e della capacità di reagire di fronte alle difficoltà.
lunedì 21 novembre 2011
12^ Riunione
Il giorno 18 novembre 2011 alle ore 18,00 si è tenuta presso la Biblioteca civica la consueta riunione mensile del Club dei lettori, in questa occasione il testo sul quale si è dibattuto è stato “Le ceneri di Angela” di Frank McCourt
I lettori hanno sottolineato, in questa occasione, la capacità dell’autore di suscitare un forte coinvolgimento nel pubblico.
Il testo risulta inoltre essere animato da due sentimenti: la speranza e lo spirito di rivalsa.
Per il prossimo incontro fissato per il giorno 16 dicembre 2011 alle ore 18,00 è stato scelto come testo “Qualcuno con cui correre” di David Grossman.
I lettori hanno sottolineato, in questa occasione, la capacità dell’autore di suscitare un forte coinvolgimento nel pubblico.
Il testo risulta inoltre essere animato da due sentimenti: la speranza e lo spirito di rivalsa.
Per il prossimo incontro fissato per il giorno 16 dicembre 2011 alle ore 18,00 è stato scelto come testo “Qualcuno con cui correre” di David Grossman.
Biografia David Grossman

David Grossman è nato nel 1954 a Gerusalemme, dove vive con la moglie e tre figli. Ha esordito nel 1983 con Il sorriso dell'agnello, ma è diventato un caso letterario nel 1988 grazie al successo di Vedi alla voce: amore, successo replicato nel 1992 con Il libro della grammatica interiore, nel 1999 con Che tu sia per me il coltello, e nel 2001 con Qualcuno con cui correre. Suoi sono anche tre celebri libri-inchiesta dedicati alla questione palestinese (Il vento giallo, Un popolo invisibile e il recente La guerra che non si può vincere), il romanzo per "giovani adulti" Ci sono bambini a zig-zag, e diversi libri per ragazzi.
Qualcuno con cui correre

Qualcuno con cui correre
Grossman ambienta il suo libro nello stato di Israele. Racconta, tramite narratore esterno, delle “vite parallele” di due ragazzi sedicenni, Assaf e Tamar.Assaf è un ragazzo sedicenne che, durante l’estate, lavora in municipio al canile con l’amico di suo padre che gli ha procurato quel lavoro. Danock, l’amico del padre, un giorno diede ad Assaf una cagna da riportare ai legittimi proprietari. Così iniziò l’avventura di Assaf e Dinka, la cagna. Assaf seguiva Dinka ovunque questa lo conducesse. Così Dinka gli faceva rivedere e reincontrare i luoghi e le persone che aveva visto con la sua padroncina prima di perdersi nella folla.Assaf ha un amico di nome Karnaf al quale racconta di giorno in giorno la sua avventura con la cagna. Il più importante tra gli incontri di Assaf con Dinka, escludendo quello con Leah, riguarda una anziana suora di nome Teodora. Teodora è una donna molto chiusa in se stessa: infatti è cinquant’anni che non esce di casa. Ella è la prima persona (non contando il pizzaiolo) che rivela l’aspetto e il nome della padroncina di Dinka ad Assaf.Tamar, invece, è una ragazza sedicenne padroncina di Dinka. Tamar per aiutare il fratello Shay, chiuso in una casa di “giovani artisti” diretta da Pessah, inizia a cantare per strada in modo tale che Pessah o i genitori di quest’ultimo la trovino e la portino nella casa così da poter scappare con il fratello. Pessah è un uomo rude e sfruttatore che possiede questa casa di “giovani artisti”, cioè una casa dove colloca dei ragazzi che sono scappati di casa e che sono andati per strada cercando di racimolare qualche soldo facendo gli artisti. Pessah li prende e gli da un posto lurido e squallido dove dormire, la colazione, la cena e gli organizza i cosiddetti “concerti” nelle varie città dello stato Israeliano in cambio di tutti i soldi che riescono a raccogliere con i concerti. Shay , il fratello di Tamar, vive da un anno nella casa di Pessah. Egli ha un problema nato con l’entrata in quella casa; anziché essere un luogo di ospitalità ed accoglienza, Pessah obbliga i suoi giovani a drogarsi e ad assumere sostanze stupefacenti. Tamar appena entrata in quella casa conosce un’amica di nome Shelly che la fa divertire nonostante il luogo in cui si trovano. Poi Shelly purtroppo muore e Tamar non riesce ad accettarlo perché era una persona a cui lei voleva molto bene.Tamar ha un’altra amica, molto fedele, di nome Leah. Quest’ultima poi la aiuterà a scappare con il fratello da quell’inferno.
Grossman ambienta il suo libro nello stato di Israele. Racconta, tramite narratore esterno, delle “vite parallele” di due ragazzi sedicenni, Assaf e Tamar.Assaf è un ragazzo sedicenne che, durante l’estate, lavora in municipio al canile con l’amico di suo padre che gli ha procurato quel lavoro. Danock, l’amico del padre, un giorno diede ad Assaf una cagna da riportare ai legittimi proprietari. Così iniziò l’avventura di Assaf e Dinka, la cagna. Assaf seguiva Dinka ovunque questa lo conducesse. Così Dinka gli faceva rivedere e reincontrare i luoghi e le persone che aveva visto con la sua padroncina prima di perdersi nella folla.Assaf ha un amico di nome Karnaf al quale racconta di giorno in giorno la sua avventura con la cagna. Il più importante tra gli incontri di Assaf con Dinka, escludendo quello con Leah, riguarda una anziana suora di nome Teodora. Teodora è una donna molto chiusa in se stessa: infatti è cinquant’anni che non esce di casa. Ella è la prima persona (non contando il pizzaiolo) che rivela l’aspetto e il nome della padroncina di Dinka ad Assaf.Tamar, invece, è una ragazza sedicenne padroncina di Dinka. Tamar per aiutare il fratello Shay, chiuso in una casa di “giovani artisti” diretta da Pessah, inizia a cantare per strada in modo tale che Pessah o i genitori di quest’ultimo la trovino e la portino nella casa così da poter scappare con il fratello. Pessah è un uomo rude e sfruttatore che possiede questa casa di “giovani artisti”, cioè una casa dove colloca dei ragazzi che sono scappati di casa e che sono andati per strada cercando di racimolare qualche soldo facendo gli artisti. Pessah li prende e gli da un posto lurido e squallido dove dormire, la colazione, la cena e gli organizza i cosiddetti “concerti” nelle varie città dello stato Israeliano in cambio di tutti i soldi che riescono a raccogliere con i concerti. Shay , il fratello di Tamar, vive da un anno nella casa di Pessah. Egli ha un problema nato con l’entrata in quella casa; anziché essere un luogo di ospitalità ed accoglienza, Pessah obbliga i suoi giovani a drogarsi e ad assumere sostanze stupefacenti. Tamar appena entrata in quella casa conosce un’amica di nome Shelly che la fa divertire nonostante il luogo in cui si trovano. Poi Shelly purtroppo muore e Tamar non riesce ad accettarlo perché era una persona a cui lei voleva molto bene.Tamar ha un’altra amica, molto fedele, di nome Leah. Quest’ultima poi la aiuterà a scappare con il fratello da quell’inferno.
martedì 25 ottobre 2011
11^ Riunione
Il giorno 21 ottobre 2011 alle ore 18,00 si è tenuta presso la Biblioteca civica la riunione mensile del Club dei lettori, in questa occasione il testo sul quale si è dibattuto è stato “La luna e i falò” di Cesare Pavese.
La lettura del romanzo è stata giudicata fluida e di grande attualità anche grazie al fatto che la tematica della guerra fa da cornice alle vicende dei personaggi e non si fa notare più di tanto dal lettore.
I valori messi in luce da Pavese, ed individuati dai partecipanti, sono l’importanza della riscoperta delle radici, il senso dell’amicizia e la ricerca del significato più autentico del vivere come suggerito dal titolo stesso che rievoca magia e tradizioni antiche.
I lettori si sono dimostrati molto interessati e quasi tutti hanno riferito di avere riscoperto questo romanzo già letto in tempi precedenti senza però averlo apprezzato fino in fondo.
Per il prossimo incontro fissato per il giorno 18 novembre 2011 alle ore 18,00 è stato scelto come testo “Le ceneri di Angela” di Frank McCourt.
La lettura del romanzo è stata giudicata fluida e di grande attualità anche grazie al fatto che la tematica della guerra fa da cornice alle vicende dei personaggi e non si fa notare più di tanto dal lettore.
I valori messi in luce da Pavese, ed individuati dai partecipanti, sono l’importanza della riscoperta delle radici, il senso dell’amicizia e la ricerca del significato più autentico del vivere come suggerito dal titolo stesso che rievoca magia e tradizioni antiche.
I lettori si sono dimostrati molto interessati e quasi tutti hanno riferito di avere riscoperto questo romanzo già letto in tempi precedenti senza però averlo apprezzato fino in fondo.
Per il prossimo incontro fissato per il giorno 18 novembre 2011 alle ore 18,00 è stato scelto come testo “Le ceneri di Angela” di Frank McCourt.
Biografia Frank McCourt

Frank McCourt è nato a Brooklyn nel 1930 da genitori irlandesi. Giovanissimo, torna con la sua famiglia in Irlanda. Dopo un'infanzia miserabile a Limerick rientra di nuovo negli Stati Uniti. Sopravvive grazie a piccoli e miseri lavoretti e poi si arruola nell'esercito americano, prima di cominciare gli studi di Letteratura che gli apriranno la strada alla professione futura. Diventa infatti professore prima alla scuola superiore e poi all'Università. Autore esordiente all'età di settant'anni, si è deciso a raccontare la sua infanzia e ascensione sociale nel nuovo mondo, pubblicando i due primi volumi delle sue memorie: Le ceneri di Angela (1997), dove le ceneri sono quelle del camino con le quali la madre Angela si riscaldava aspettando il ritorno del marito andato al pub a bersi lo stipendio e Che paese, l'America, apparso per la prima volta nel 1999. Le ceneri di Angela gli è valso il premio Pulitzer e il National Critics Award e l’ha consacrato come uno dei più grandi scrittori del Novecento per la rara e originale capacità di raccontare miserie e tristezze con l’occhio ironico e mai privo di speranza di un bambino.
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