Comunica con noi!


Se vuoi consigliare una lettura,
proporre un progetto inerente al mondo del libro,
discutere circa i premi letterari
o semplicemente comunicare con noi,
lascia un tuo commento
all'indirizzo e-mail: clubdeilettori@libero.it
e sopratutto ricordati di commentare i nostri post con le tue opinioni sui libri e sulla riunione...
x farlo basta cliccare su "commenta"
(posto in fondo al post a destra ) e basta avere un semplice indirizzo email di Google o di Libero...

lunedì 21 giugno 2010

9° RIUNIONE

Il 10 Giugno si è svolto il 9° incontro del Club dei Lettori presso la Biblioteca civica "Cesare Arzelà". Per questo incontro la discussione è stata su "Due" di Irène Némirovsky e su "Mendel dei libri" di Stefan Zweig. I due testi sono piaciuti molto ai lettori e questo ha fatto sì che si tenesse sia un bel dibattito relativo alle opere che una discussione sui loro autori. In considerazione delle ferie dei partecipanti al Club dei Lettori e delle manifestazioni dell'Estate Santostefanese, anche per quest'anno si è deciso per la sospensione dell'attività nella pausa estiva.

Gli incontri riprenderanno venerdì 24 Settembre 2010 alle ore 18 e i libri scelti per tale data sono: "Il libro della gioia perpetua" di Emanuele Trevi e un libro a scelta dello scrittore Isaac Asimov.

" IL LIBRO DELLA GIOIA PERPETUA" di Emanuele Trevi

“Il libro della gioia perpetua” Clara e Riki hanno otto e dieci anni, vivono a Lossiniere, un paesino geograficamente non bene identificato, vicino al mare ma a due passi dalla montagna, popolato da personaggi di una quotidiana stranezza e che, come unico mezzo di locomozione, usano carrozze trainate da cavalli. I due inseparabili amici, anzi “amiconi”, come vengono definiti più volte, sono i protagonisti di avventure fuori dal comune. Un viaggio a Roma in cui Riki si trasforma improvvisamente in un abile fantino e vince una corsa di cavalli, l’attraversamento di un lago ghiacciato a bordo di una barca con i pattini sulla chiglia o il salvataggio in mare di un gattino moribondo.

EMANUELE TREVI uno dei critici più promettenti della nuova generazione, è nato nel 1964 a Roma, dove vive. Ha tradotto e curato edizioni di classici italiani e francesi: si ricordano testi dedicati a Leopardi, Salgari, autori italiani del Novecento. Collabora al Manifesto (Alias) e alla trasmissione radiofonica Lucifero di Radio Tre, con una sezione dedicata alla poesia. Il suo libro Istruzioni per l’uso del lupo ha riscosso un notevole successo. Trevi proponeva un'uscita dalla sovrabbondanza e dallo specialismo dei saperi acquisiti e delle discipline critiche, per approdare a una "filologia del cuore", riscoprendo la disarmante impossibilità di avvicinare la letteratura e la vita, nonostante, a volte, nella fitta ombra si aprano radure e "chiari di bosco". La lettura che Trevi suggerisce è priva di pregiudizi, tutta interna alla letteratura e, al tempo stesso, tutta intrisa della vita stessa, della sua volatile ed effimera sostanza. Con Musica Distante, Trevi ritorna a meditare sul sapere. La sua meditazione non ha nulla di intellettualistico. Egli non pensa ai saperi: li pratica. Non struttura un metodo di lettura: legge. Legge le parole che un tempo di caduta ha offuscato. Emanuele Trevi ha fatto parte della giuria del premio Calvino nel 2001, e del premio Alice 2002.

ISAAC ASIMOV nasce il 2 gennaio 1920 in Russia. Nel 1923 la famiglia si trasferisce negli Stati Uniti, a New York, dove in seguito Isaac compirà gli studi.La passione per la fantascienza lo contagia nel 1929 quando nel negozio del padre scopre le riviste di "Science Fiction", di cui diviene subito un assiduo lettore.Si laurea prima in Chimica alla Columbia University di New York, (1939) e che poi, non contento, si laurea anche in Filosofia (1941). Dopo l'entrata in guerra degli USA, Isaac Asimov lavora come chimico presso la U.S. Navy Yard a Philadelphia. Tra il 1949 e il 1958 è professore alla Boston University School of Medicine. Successivamente, grazie al successo delle sue opere, abbandona l'attività accademica e diventa uno scrittore a tempo pieno, dando così vita alla sua produzione sterminata. Di fatto Isaac Asimov è unanimamente considerato uno dei maggiori scrittori di fantascienza di tutti i tempi. La sua fortuna è dovuta al felice connubio tra invenzione letteraria e verità scientifica che riesce a rendere i suoi libri verosimili e fantastici insieme, veri specchi di un futuro possibile. Nell'ambiente letterario è nota la sua fine vena satirica e ironica, che si può riscontrare anche in alcune sue opere, soprattutto nelle prefazioni. Conosciutissimi, in Italia come nel resto del pianeta, sono, tra i libri di Asimov, quelli appartenenti al ciclo sul futuro della robotica (Io, Robot; Il secondo libro dei Robot) e al ciclo di "Foundation" (tradotti con i titoli di "Cronache della galassia", "Il crollo della galassia centrale" e "L'altra faccia della spirale").
Isaac Asimov muore il 6 aprile 1992 in seguito a delle complicazioni nel sistema cardiovascolare, gettando nello sconcerto migliaia di appassionati in tutto il mondo.

mercoledì 26 maggio 2010

8° Riunione

Giovedì 20 Maggio alle 18 i partecipanti al Club dei lettori si sono ritrovati per l'ormai consueto appuntamento mensile. E' stato affrontato l'autore Ennio Flaiano e attraverso le tre opere scelte, si è cercato di renderlo a tutti un pò più chiaro perchè non è risultato essere una lettura così immediata come altre. In particolar modo è stato discusso il suo romanzo "Tempo di uccidere" sviscerando le varie tematiche che il testo presenta: sia il suo essere una trasfigurazione simbolica, una memorabile allegoria dell'esperienza coloniale italiana, sia il suo raffigurare il contatto con l'altro (in questo caso gli Africani d'Abissinia), la sua conoscenza, attraverso l'idea della paura del "contagio". E' stato acutamente osservato che questa meditazione sulla paura ricorda vagamente quella del "Deserto dei Tartari" di Dino Buzzati anche se quest'ultimo è tutto meno che un romanzo satirico.
A fine incontro è stato poi presentato un questionario per vedere di organizzare, per l'autunno, una serie d
i letture sugli autori del 900 italiano.

Per la prossima riunione, che si terrà Giovedì 20 Giugno alle 17.30, leggeremo:

"DUE" di Irène Némirovsky, nata a Kiev da famiglia ebraica nel 1903.Figlia di un ricco commericiante ebreo russo di origini francesi, Iréne Némirovsky nella sua pre-adolescenza si appassiona alla letteratura – quella francese, particolarmente – ed inizia a scrivere i suoi primi racconti con una peculiarità catartica, introspettiva e psicoanalitica; ciò che cerca di subliminare attraverso la scrittura è l’odio provato nei confronti della madre che, completamente assorbita dal vivere nel bel mondo, non le ha mai regalato un sorriso o una carezza.Allo scoccare della Rivoluzione Bolscevica del 1917 la scrittrice lascia in fretta e furia, unitamente alla sua famiglia, la sua San Pietroburgo per rifugiarsi in Francia, dove si sistema definitivamente e dove trascorre – fino all’arrivo della II° Guerra Mondiale – i suoi anni più frivoli e spensierati.A Parigi continua ad inmpegnarsi nella sua attività preferita, la scrittura, ed è ancora giovanissima quando Grasset le pubblica il suo primo romanzo, che avrà uno strepitoso successo: David Golder.Nel 1926 sposa Michel Epstein, giovane e capace ingegnere che seguirà fino alla fine il suo avverso destino; da questo matrimonio nasceranno due bambine, Denise e Elisabeth.Negli anni successivi l’antisemitismo inizia a far sentire forte il suo ringhio; Iréne Némirovsky decide così di convertirsi al Cristianesimo e battezza se stessa e le sue due figliole.Ma ciò nonostante la morsa della furia nazista si stringe e non la perdona: Iréne e Michel finiranno entrambi arrestati e successivamente trucidati nei campi di sterminio.Deportata prima a Pithivier e poi ad Auschwitz, dove morì di tifo nel 1942.

"DUE": Narra le vicende di due coppie subito dopo la fine della prima guerra mondiale a Parigi. Il tema di fondo sarà quello di analizzare il rapporto di coppia attraverso una gamma di sfumature sempre diverse, ma sempre uguali, a quelle che ciascuno di noi ha provato e prova nel corso della 'vita a due'. Tutto contribuisce a precisare ai nostri occhi lo svolgimento delle vite dei quattro protagonisti, dal loro primo incontro nella spenzieratezza di una festa, al loro passaggio all'età adulta, con tutto il carico di speranze deluse, amori e dolori che, nel finale del romanzo, si intuisce passeranno, come un testimone ai loro figli.

"MENDEL DEI LIBRI" di Stefan Zweig, nasce a Vienna nel 1881 da una ricca famiglia ebraica. Si laurea in Filosofia nel 1904. Appassionato viaggiatore, ha modo di conoscere numerosi luoghi del mondo e di incontrare alcuni tra i più importanti esponenti della cultura del tempo: Auguste Rodin, Hermann Hesse, James Joyce, Ferruccio Busoni. Zweig diviene famoso come romanziere, traduttore, biografo e librettista. La sua produzione letteraria è ricca e molto varia, anche se in Italia non tutti i suoi libri sono stati tradotti. Nel 1934 Zweig lascia l'Austria per spostarsi in Inghilterra e nel 1940 si trasferisce definitivamente negli USA al pari di tanti altri esuli ebrei. Il 22 febbraio del 1942, a Petrópolis, cittadina a nord di Rio de Janeiro, Stefan Zweig muore suicida assieme alla seconda moglie Lotte Altmann.

"MENDEL DEI LIBRI": Cinquantatré pagine appena, per offrire il ritratto di un personaggio a metà tra genialità, magia e surreale. Jakob Mendel è specializzato in un campo particolare: i libri, di qualsiasi genere, di qualsiasi autore, soprattutto quelli rari e introvabili. Siede al Caffè Gluck, a Vienna, nel periodo immediatamente precedente lo scoppio della Prima Guerra mondiale, senza occuparsi della politica, delle relazioni internazionali o di chi gli sta attorno. E’ sempre immerso nella lettura di qualche libro o catalogo e alza la testa da questi solo se qualcuno gli chiede di trovare un’opera per lui. Sarà il mondo esterno, con il conflitto bellico, a portare scompiglio nella sua vita, sottraendolo alla sua attività e dal suo unico amore.

sabato 24 aprile 2010

7°Riunione

Ieri 23 Aprile 2010 si è tenuta la settima riunione del club. Per chi non lo sapesse ieri era la giornata Mondiale del Libro, proclamata dall'Unesco, il centenario di Flaiano e il duecentenario di Chopin.

Come club abbiamo per tanto pensato di celebrare questi eventi tramite la lettura di alcune pagine del Don Chisciotte e di alcuni sonetti di Shakespeare su fondo musicale di Chopin.

Successivamente c'è stata la discussione dei libri "Matrimonio in provincia" e dell' "Ultimo Libro".

Sul primo si sono avute diverse opinioni dovute probabilmente alle diverse generazioni presenti. In ogni caso tutti sono stati d'accordo sul fatto che per essere un libro scritto da un autrice dell'8oo è molto ma molto moderno.

Sull'ultimo libro i pareri sono stati unanimi: un bel libro, che ti cattura ma che ti lascia perplesso sul finale.


Sul finire è stato proposto "Tu sia per me il coltello" di Grossman, "le piace la musica le piace ballare" di Mary Higgis Clarck e l'autore Flaiano...in particolare:




"La solitudine del satiro"















"Diario degli errori"





"Tempo di uccidere"






Il club ha scelto di leggere per il 20 Maggio Flaiano.

Ennio Flaiano

Nato da Cetteo Flaiano il 5 marzo del 1910, Flaiano passa un'infanzia di viaggi e spostamenti continui: tra Pescara, Camerino, Senigallia, Fermo e Chieti, tra scuole e collegi. Tra il 1921 e il 1922 arriva a Roma, dove termina gli studi, e si iscrive ad architettura. Lo studio universitario non verrà portato a termine.
All'inizio degli anni trenta conosce Mario Pannunzio e altre firme del giornalismo italiano, iniziando a collaborare per le riviste Oggi, Il Mondo e Quadrivio.
Nel 1940 sposa Rosetta Rota, zia del matematico e filosofo Giancarlo Rota. Nel 1942 nasce la figlia Luisa, soprannominata Lelè. All'età di otto mesi inizia a dare i primi segni di una gravissima forma di encefalopatia che le comprometterà tragicamente la vita. Splendide pagine su questo drammatico evento si trovano ne La Valigia delle Indie. Dal 1943 inizia a lavorare per il cinema con Federico Fellini, Alessandro Blasetti, Mario Monicelli, Michelangelo Antonioni e molti altri. Al cinema lo legherà per sempre un rapporto di amore-odio.
Nel 1947 vince il primo Premio Strega con Tempo di uccidere, appassionato romanzo sulla sua esperienza in Etiopia. Tra il 1947 e il 1971 scrive alcune tra le più belle sceneggiature del cinema del dopoguerra.
Nel 1971 viene colpito da un primo infarto. "Tutto dovrà cambiare", scrive tra i suoi appunti. Inizia a rimettere ordine tra le sue carte, per dare alle stampe una versione organica della sua instancabile vena creativa: appunti sparsi su fogli di ogni tipo vengono lentamente catalogati. Ma gran parte di questo corpus di scritti è destinato a essere pubblicato postumo.
Il 5 novembre del 1972 inizia a pubblicare sul Corriere della Sera alcuni brani autobiografici. Il 20 novembre dello stesso anno, mentre è in clinica per alcuni semplici accertamenti, viene colpito da un secondo, ma questa volta fatale, infarto. La figlia Lelè morirà nel 1992. La moglie Rosetta si è spenta alla fine del 2003. La famiglia è riunita nel cimitero di Maccarese, vicino Roma.
nome di Flaiano è legato indissolubilmente a Roma, città amata e odiata. Testimone delle evoluzioni e degli stravolgimenti urbanistici, dei vizi e delle virtù dei cittadini romani, Flaiano ha saputo vivere la Capitale in tutti i suoi aspetti, tra cantieri, locali della "Dolce Vita", strade trafficate. Ne La Solitudine del Satiro Flaiano ha lasciato numerosi passi riguardanti la sua Roma. In particolare va ricordato un lungo articolo (apparso su Il Mondo nel 1957) nel quale viene descritta la nascita del quartiere Talenti, nella zona nord-est di Roma, segno della frenetica crescita urbanistica, che lentamente inghiottiva la campagna circostante. Nella zona limitrofa (il quartiere Montesacro), Ennio Flaiano visse dal 1953 e qui una targa commemorativa (posta dalla Compagnia Teatrale LABit) ricorda il suo passaggio. Sembra quasi confermare il difficile rapporto di Flaiano con Roma il fatto che la tomba dell'autore si trovi a Maccarese (Fregene), zona marittima alle porte della Capitale, dove Flaiano visse diversi anni.
Dal 1969 in suo onore il Teatro Arlecchino diventa Teatro Flaiano, in via S. Stefano del Cacco.

Fine ed ironico moralista – ma anche acre e tragico al tempo stesso – produsse opere narrative e varie prose tutte percorse da un'originale vena satirica ed un vivo senso del grottesco, attraverso cui vengono stigmatizzati gli aspetti paradossali della realtà contemporanea. Introdusse nella lingua italiana la nota espressione "saltare sul carro del vincitore", così come molti altri aforismi.
Fu il primo vincitore del Premio Strega, nel 1947, con il suo più famoso scritto, Tempo di uccidere

martedì 16 marzo 2010

6° Riunione

La sesta riuonione del club si è avuta Venerdì 12 Marzo....ad essa, con nostro immenso piacere, ha partecipato molta gente (segno che il nostro lavoro è apprezzato) e questo ha dato origine ad una piacevolissima discussione, anche perchè dopo circa 3 anni di club stanno nascendo anche dei bellissimi rapporti di amicizia che vanno al di là della passione della lettura.Inizialmente si è dibattuto sul libro "Le braci" proprosto da una delle nostre partecipanti.Il libro ha scatenato un dibattito molto accesso visto che la storia narrata è priva di "certezze", ovvero lascia moltissimo all'interpretazione del lettore...e così ognuno dei 12 partecipati del club si è creato una sua chiave di lettura discordante, ovviamente, con quella di tutti gli altri.Se l'intento dell'autore era questo, con noi ci è riuscito benissimo!Successivamente si è dibattuto sul libro "Acciaio". Le vicende in esso narrate hanno dato origine a pareri e impressioni molto animate...dovute per lo più alle differenti generazioni a cui appartengono i soci del nostro club...alcuni si sono ritrovati pienamente nei personaggi di Anna e Francesca, altri sono rimasti scandalizzati dal tipo di vita che queste due adolescenti conducono!Per la prossima riunione, che si terrà il 23 Aprile, si è deciso di leggere "L'ultimo libro" di Zoran ZivKovic e "Matrimonio in provincia" di Marchesa Colombi