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sabato 13 febbraio 2010

5° Riunione

Venerdì 12 Febbraio, presso la biblioteca di Santo Stefano di Magra si è tanuta la 5° riunione del club dei lettori.

Nella prima parte dell'incontro si è discusso del libro "Chamelle".

Tutti i presenti hanno espesso il loro parere riscontrando, con piacere, che il libro è piaciuto a tutti. "Chamelle" infatti ha lasciato il segno in ognuno dei presenti proprio per il tema che affronta...angosciante, duro e soprattutto molto realistico...e per la morale che viene impartita alla fine.

Nella seconda parte si è discusso di Hermann Hesse, autore che con i suoi libri ha creato pareri diversi e a tratti discordanti.
Le principali letture fatte dai partecipanti sono state su "Demian" , su "Siddharta" e su "La Cura".
Interessati sono stati i parallelisimi che sono venuti fuori fra il Demian e il Siddharta e fra il Siddharta e la Cura....libri molto diversi fra loro e scritti in anni diversi.

Per il prossimo incontro, che si terrà Venerdì 12 Marzo, fra le numerose proposte abbiamo scelto di leggere:

"Acciaio" di Silvia Avallone
"Le Braci" di Sandor Marai


Silvia Avallone

"Acciaio"

Anna e Francesca, “tredici anni quasi quattordici”, vivono nei casermoni di cemento costruiti negli anni Settanta dalla Lucchini S.p.a., la grande acciaieria che ancora oggi dà pane e disperazione a tutta Piombino. Anna e Francesca, la mora e la bionda, sono bellissime e irriverenti, e soprattutto sono inseparabili. Ma quando Anna scopre l’amore e il sesso con Mattia, qualcosa si rompe tra le due, che verranno risucchiate nelle loro storie private, sole davanti a genitori buoni a nulla o assenti o violenti, e si riabbracceranno solo quando la vita le sottoporrà alle prove più crudeli. Nel suo sorprendente romanzo d’esordio, Silvia Avallone racconta una periferia che non sembra avere rappresentazione pubblica, un’Italia alla ricerca di un’identità e di un futuro che paiono orizzonti lontanissimi, irraggiungibili come l’isola d’Elba, bellissima e a poche miglia di mare: un paradiso a portata di mano che resta però inaccessibile.

Sandor Marai

Márai nacque a Kassa, che in tempi pasati faceva parti dell'Ungheria (Impero Austro-Ungarico) e oggi appartiene alla Slovacchia, da un'antica famiglia sassone.
Studiò giornalismo presso l'Institut für Zeitungskunde dell'Università di Lipsia, senza però conseguire mai la laurea.
Per un breve periodo accarezzò l'idea di scrivere in
tedesco, scegliendo però alla fine la lingua materna, l'ungherese: in questo periodo appaiono i primi articoli sulla rivista satirica Der Drache dell'editore sassone Hans Reinmann. Più tardi iniziò una collaborazione con uno dei più prestigiosi quotidiani tedeschi, la Frankfurter Zeitung.
Nel 1917 pubblicò la sua prima opera, una raccolta di poesie dal titolo Il libro dei ricordi.
Nel
1923 si sposò con una donna di origini ebraiche, Lola, ma la coppia non riuscì ad avere figli.
Nel
1928 fece ritorno in Ungheria e si stabilì a Budapest, disorientato e confuso, in cerca di un nuovo lavoro e della possibilità di comporre prose più lunghe ed elaborate nella lingua madre. Proprio questo periodo corrisponde alla sua fase più produttiva: sviluppò decine di lavori, 22 dei quali tradotti oggi in tedesco.
Negli anni trenta acquistò visibilità e fama con il suo stile chiaro e preciso, impregnato di realismo e fu il primo a recensire le opere di Kafka.
Risale al 1934 il suo primo successo, con il libro Confessioni di un borghese.
Scrisse commenti entusiastici sul Primo Arbitrato di Vienna, ma non risparmiò critiche al regime nazista e a quello comunista, che salì al potere dopo la seconda guerra mondiale: profondamente antifascista, riuscì a scampare al conflitto mondiale, ma le persecuzioni dei comunisti lo costrinsero ad abbandonare l'Ungheria nel 1948.
Si rifugiò in
Svizzera fino al 1950 e da lì si spostò a Napoli, per poi trasferirsi negli Stati Uniti, dove acquisì la cittadinanza nel 1957.
Quando il figlio János si sposò, americanizzò il proprio nome rifiutando la sua discendenza ungherese, creando così un grave contrasto con i genitori. Màrai e la moglie decisero quindi di tornare in Italia, e si stabilirono a Salerno all'inizio del 1968. Qui lo scrittore visse, isolato dal mondo culturale ma vicinissimo ai ceti popolari, fino al maggio 1980, quando decise di ritornare in america a causa di un'infezione intestinale mal curata.
Nel periodo salernitano scrisse la raccolta Terra!Terra!...Ricordi, ed intensificò le pagine del suo diario.
Le cure americane non fecero altro che fargli rimpiangere quelle italiane. Dopo la morte della moglie per cancro, seguita da quella del figlio, Márai cominciò ad isolarsi sempre più, fino a quando, nel
febbraio 1989, si suicidò con un colpo di pistola alla tempia; secondo le sue volontà, il corpo fu cremato e le ceneri vennero disperse nel Pacifico. Per uno strano scherzo del destino, nove mesi dopo cadde il Muro di Berlino e, con esso, quel Comunismo da lui sempre temuto e condannato.

In onore e in ricordo dello scrittore ogni anno viene assegnato il Premio Sándor Márai per la letteratura ungherese.
Opere:
Divorzio a Buda, Baldini & Castoldi, 1938
L'amante del sogno, Baldini & Castoldi, 1941
Le braci, Adelphi, 1998
L'eredità di Eszter, Adelphi, 1999
La recita di Bolzano, Adelphi, 2000
I ribelli, Adelphi, 2001
Truciolo, Adelphi, 2002
Divorzio a Buda, Adelphi, 2002
Confessioni di un borghese, Adelphi, 2003
La donna giusta, Adelphi, 2004
L'eredità di Eszter, Adelphi, 2004
La recita di Bolzano, Adelphi, 2005
Terra, terra!... Ricordi, Adelphi, 2006
La sorella, Adelphi, 2006
L'isola, Adelphi, 2007
Liberazione, Adelphi, 2008
L'ultimo dono, Adelphi, 2009
Il vento viene da Ovest, Mondadori, 2009

"Le Braci"



Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l'altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null'altro contava per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: "una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione". Tutto converge verso un "duello senza spade" ma ben più crudele. Tra loro, nell'ombra il fantasma di una donna.