Comunica con noi!


Se vuoi consigliare una lettura,
proporre un progetto inerente al mondo del libro,
discutere circa i premi letterari
o semplicemente comunicare con noi,
lascia un tuo commento
all'indirizzo e-mail: clubdeilettori@libero.it
e sopratutto ricordati di commentare i nostri post con le tue opinioni sui libri e sulla riunione...
x farlo basta cliccare su "commenta"
(posto in fondo al post a destra ) e basta avere un semplice indirizzo email di Google o di Libero...

mercoledì 6 ottobre 2010

1° Riunione del 4°anno

Venerdì 24 Settembre 2010 alle ore 18 si è svolta la riuonione del club dei lettori, 1° di questa sessione autunnale, i fedeli lettori si sono recati a questo, ormai abituale, appuntamento presso la biblioteca civica avendo affrontato nell'estate la lettura del libro di Emanuele Trevi "il libro della gioia perpetua" ed un libro a scelta dello scrittore Isaac Asimov. Per quello che riguarda Asimov non tutti sono riusciti ad assolvere il "compito" per svariate problematiche, ma , da coloro che lo hanno letto o riletto, è stata giudicata una lettura piacevole e per alcuni è stato un' interessante scoperta perchè si aspettavano qualcosa di completamente diverso.
Il libro di Emanuele Trevi ha scatenato una lunga discussione, la maggior parte dei lettori del Club hanno apprezzato, al di là della struttura complessa e dell'impianto filosofico del romanzo, la semplicità del messaggio trasmesso dall'autore. Per altri, invece, l'imbastitura della trama avrebbe potuto sottointendere significati più profondi ed oscuri; anche se, come ha detto qualcuno: "ma in fondo il messaggio dell'amore non è il più universale che Trevi potesse darci?"
Con la prossima riunione, il 28 Ottobre, prende via il "giro d'Italia con gli autori del 900 italiano", una nuova iniziativa per approfondire la conoscienza dei nsotri autori e celebrare contemporaneamente la ricorrenza del 150°anniversario dell'Unità d'Italia.
Da una rosa di 50 autori e relative opere che coprivano quasi tutte le regioni della penisola italiana sono stati scelti, a maggioranza, tramite una votazione, una serie di autori che ci permetteranno di affrontare almeno una decina di incontri. Per la 1° tappa, avendo avuto più voti e ricorrendone il 19 settembere anche il 25° anniversario della morte, è stato scelto l'autore Italio Calvino con il suo primo romanzo "il sentiero dei nidi di ragno"

I sentieri dei nidi di ragno


Italia, periodo della Resistenza. In un piccolo paese ligure della Riviera di Ponente, valli e boschi dove la lotta partigiana è più forte, Pin è un bambino di circa dieci anni, orfano di entrambi i genitori, tremendamente solo e in perenne ricerca di integrarsi con gli adulti del vicolo e dell'osteria. Offeso per le relazioni sessuali che la sorella prostituta, la Nera di Carrugio Lungo, intrattiene con i militari tedeschi e provocato dagli adulti a provare la sua fedeltà, Pin sottrae a Frick, l'amante della donna, la pistola di servizio, una Walther P38, e la sotterra in campagna, nel luogo, sconosciuto a tutti, in cui è solito rifugiarsi, dove i ragni fanno il nido. Il furto sarà poi causa del suo internamento in prigione. Qui entra a contatto con la durezza della vita di carcerato e con la violenza perpetrata da uomini su altri uomini. Qui incontra Pietromagro , ma specialmente Lupo Rosso, un giovane della Resistenza, che in prigione subiva interminabili interrogatori e violenze. Quest'ultimo aiuta Pin ad evadere dal carcere, ma una volta fuori, Lupo Rosso lascerà inavvertitamente Pin a se stesso, a girovagare nel bosco da solo, finché non incontra Cugino. Questi lo condurrà al gruppo di militanti partigiani a cui appartiene, il distretto del Dritto. Qui conosce personaggi dalla dubbia eroicità, caratterizzati dai più comuni umani difetti: Dritto, Pelle, Carabiniere, Mancino, Giglia, Zena il lungo, Kim e Ferriera.
Una sera, Dritto appicca erroneamente il fuoco all'accampamento, costringendo i compagni partigiani ad insediarsi in un vecchio casolare dal tetto sfondato. Un litigio col capo brigata irrita Pelle a tal punto da spingerlo al tradimento dei suoi compagni: parte per il villaggio, lungo il percorso dissotterra la P38 e se ne impossessa, e infine rivela ai tedeschi l'insediamento partigiano. Presto la Resistenza provvede a freddarlo. Il giorno seguente i comandanti partigiani fanno sopralluogo nel distretto del Dritto, e, venuti a conoscenza dell'avvenuto, decidono di giustiziare il Dritto per l'accaduto, ma solo in seguito l'imminente battaglia. Casualmente Pin viene a conoscenza della relazione adultera tra lo stesso Dritto e Giglia.
La sera arrivano vittoriosi tutti gli altri partigiani. Poiché l’accampamento non è più sicuro come prima, si mettono tutti in cammino e raggiungono la postazione di altri partigiani. Qui, tutti iniziano a parlare e la discussione si accende quando Pin comincia a rivelare quello che ha visto la mattina, mordendo la mano di Dritto che tentava di zittirlo. Con quel gesto rabbioso esce dal casolare e scappa via di corsa. Incontra di tanto in tanto dei tedeschi e dopo alcuni giorni di marcia, arriva al suo villaggio o almeno quello che ne resta dopo il rastrellamento dei nazisti. Ancora una volta si rifugia nel suo luogo segreto, ma vi trova tutta la terra rimossa e la pistola scomparsa: è quasi sicuro che sia stato Pelle.
Rattristato si reca dalla sorella, suo unico contatto con il mondo, molto sorpresa di vederlo. Mentre conversa con lei, viene a sapere che lei possiede una pistola datale da un giovane delle brigate nere sempre raffreddato. Pin capisce che si tratta di Pelle e che la pistola è proprio la P38 che lui aveva sottratto al tedesco e aveva sotterrata al sentiero dei nidi di ragno. Se la riprende con rabbia e gridando contro la sorella va via di casa. Si sente ancora più solo, fugge verso il sentiero dei nidi di ragno, dove incontra nuovamente Cugino. Durante la conversazione che intrattengono, Pin realizza che proprio Cugino è l'unico vero amico, un adulto che si interessa persino ai nidi di ragno scoperti da Pin. Ma Cugino dice a Pin che vorrebbe andare con una donna, dopo tanti mesi passati in montagna. Pin rimane male, proprio Cugino che era sempre stato così ferocemente critico verso le donne. Anche lui, pensa Pin, è come tutti gli altri adulti. Parlano della sorella prostituta, Cugino è interessato e si fa indicare la sua abitazione. Si allontana portandosi proprio la pistola che Pin gli presta mentre tiene a guardia lo sten di Cugino. Dopo pochi minuti Pin sente degli spari venire dalla città vecchia. Pensa che Cugino sia stato imprudente, forse ha trovato dei tedeschi a casa della sorella, forse è rimasto ucciso. Ma ecco, invece, che ricompare: troppo presto rispetto a quello che aveva detto di voler fare con la prostituta. Il bambino è felice: Cugino gli dice che ci ha ripensato, che non ha voglia di andare con una donna. È probabile che abbia provveduto ad uccidere la sorella di Pin perché complice delle truppe tedesche, ma questo fatto rimane incerto, non detto, e Pin non collega gli spari sentiti alla rapidità del ritorno di Cugino. Nessuna consapevolezza o sospetto c'è da parte di Pin: è felice di aver ritrovato una figura di adulto che lo protegge e lo capisce, i due si tengono per mano e si allontanano.

Italo Calvino


Italo Giovanni Calvino Mameli (Santiago de Las Vegas, 15 ottobre 1923Siena, 19 settembre 1985) è stato uno scrittore italiano. Intellettuale di grande impegno politico, civile e culturale, è stato forse il narratore italiano più importante del secondo novecento. Ne ha frequentato tutte le principali tendenze letterarie, dal Neorealismo al Postmoderno ma restando sempre ad una certa distanza da esse e svolgendo un proprio coerente percorso di ricerca. Di qui l'impressione contraddittoria che offrono la sua opera e la sua personalità: da un lato una grande varietà di atteggiamenti che riflette il vario succedersi delle poetiche e degli indirizzi culturali nel quarantennio fra il 1945 e il 1985; dall'altro, invece, una sostanziale unità determinata da un atteggiamento ispirato a un razionalismo più metodologico che ideologico, dal gusto dell'ironia, dall'interesse per le scienze e per i tentativi di spiegazione del mondo, nonché, sul piano stilistico da una scrittura sempre cristallina e a volte, si direbbe, classica[1] . I numerosi campi d'interesse toccati dal suo percorso letterario, sono meditati e raccontati attraverso capolavori quali la trilogia de I nostri antenati, il Marcovaldo, Le cosmicomiche, Se una notte d'inverno un viaggiatore, uniti dal filo conduttore della riflessione sulla storia e la società contemporanea.

lunedì 21 giugno 2010

9° RIUNIONE

Il 10 Giugno si è svolto il 9° incontro del Club dei Lettori presso la Biblioteca civica "Cesare Arzelà". Per questo incontro la discussione è stata su "Due" di Irène Némirovsky e su "Mendel dei libri" di Stefan Zweig. I due testi sono piaciuti molto ai lettori e questo ha fatto sì che si tenesse sia un bel dibattito relativo alle opere che una discussione sui loro autori. In considerazione delle ferie dei partecipanti al Club dei Lettori e delle manifestazioni dell'Estate Santostefanese, anche per quest'anno si è deciso per la sospensione dell'attività nella pausa estiva.

Gli incontri riprenderanno venerdì 24 Settembre 2010 alle ore 18 e i libri scelti per tale data sono: "Il libro della gioia perpetua" di Emanuele Trevi e un libro a scelta dello scrittore Isaac Asimov.

" IL LIBRO DELLA GIOIA PERPETUA" di Emanuele Trevi

“Il libro della gioia perpetua” Clara e Riki hanno otto e dieci anni, vivono a Lossiniere, un paesino geograficamente non bene identificato, vicino al mare ma a due passi dalla montagna, popolato da personaggi di una quotidiana stranezza e che, come unico mezzo di locomozione, usano carrozze trainate da cavalli. I due inseparabili amici, anzi “amiconi”, come vengono definiti più volte, sono i protagonisti di avventure fuori dal comune. Un viaggio a Roma in cui Riki si trasforma improvvisamente in un abile fantino e vince una corsa di cavalli, l’attraversamento di un lago ghiacciato a bordo di una barca con i pattini sulla chiglia o il salvataggio in mare di un gattino moribondo.

EMANUELE TREVI uno dei critici più promettenti della nuova generazione, è nato nel 1964 a Roma, dove vive. Ha tradotto e curato edizioni di classici italiani e francesi: si ricordano testi dedicati a Leopardi, Salgari, autori italiani del Novecento. Collabora al Manifesto (Alias) e alla trasmissione radiofonica Lucifero di Radio Tre, con una sezione dedicata alla poesia. Il suo libro Istruzioni per l’uso del lupo ha riscosso un notevole successo. Trevi proponeva un'uscita dalla sovrabbondanza e dallo specialismo dei saperi acquisiti e delle discipline critiche, per approdare a una "filologia del cuore", riscoprendo la disarmante impossibilità di avvicinare la letteratura e la vita, nonostante, a volte, nella fitta ombra si aprano radure e "chiari di bosco". La lettura che Trevi suggerisce è priva di pregiudizi, tutta interna alla letteratura e, al tempo stesso, tutta intrisa della vita stessa, della sua volatile ed effimera sostanza. Con Musica Distante, Trevi ritorna a meditare sul sapere. La sua meditazione non ha nulla di intellettualistico. Egli non pensa ai saperi: li pratica. Non struttura un metodo di lettura: legge. Legge le parole che un tempo di caduta ha offuscato. Emanuele Trevi ha fatto parte della giuria del premio Calvino nel 2001, e del premio Alice 2002.

ISAAC ASIMOV nasce il 2 gennaio 1920 in Russia. Nel 1923 la famiglia si trasferisce negli Stati Uniti, a New York, dove in seguito Isaac compirà gli studi.La passione per la fantascienza lo contagia nel 1929 quando nel negozio del padre scopre le riviste di "Science Fiction", di cui diviene subito un assiduo lettore.Si laurea prima in Chimica alla Columbia University di New York, (1939) e che poi, non contento, si laurea anche in Filosofia (1941). Dopo l'entrata in guerra degli USA, Isaac Asimov lavora come chimico presso la U.S. Navy Yard a Philadelphia. Tra il 1949 e il 1958 è professore alla Boston University School of Medicine. Successivamente, grazie al successo delle sue opere, abbandona l'attività accademica e diventa uno scrittore a tempo pieno, dando così vita alla sua produzione sterminata. Di fatto Isaac Asimov è unanimamente considerato uno dei maggiori scrittori di fantascienza di tutti i tempi. La sua fortuna è dovuta al felice connubio tra invenzione letteraria e verità scientifica che riesce a rendere i suoi libri verosimili e fantastici insieme, veri specchi di un futuro possibile. Nell'ambiente letterario è nota la sua fine vena satirica e ironica, che si può riscontrare anche in alcune sue opere, soprattutto nelle prefazioni. Conosciutissimi, in Italia come nel resto del pianeta, sono, tra i libri di Asimov, quelli appartenenti al ciclo sul futuro della robotica (Io, Robot; Il secondo libro dei Robot) e al ciclo di "Foundation" (tradotti con i titoli di "Cronache della galassia", "Il crollo della galassia centrale" e "L'altra faccia della spirale").
Isaac Asimov muore il 6 aprile 1992 in seguito a delle complicazioni nel sistema cardiovascolare, gettando nello sconcerto migliaia di appassionati in tutto il mondo.

mercoledì 26 maggio 2010

8° Riunione

Giovedì 20 Maggio alle 18 i partecipanti al Club dei lettori si sono ritrovati per l'ormai consueto appuntamento mensile. E' stato affrontato l'autore Ennio Flaiano e attraverso le tre opere scelte, si è cercato di renderlo a tutti un pò più chiaro perchè non è risultato essere una lettura così immediata come altre. In particolar modo è stato discusso il suo romanzo "Tempo di uccidere" sviscerando le varie tematiche che il testo presenta: sia il suo essere una trasfigurazione simbolica, una memorabile allegoria dell'esperienza coloniale italiana, sia il suo raffigurare il contatto con l'altro (in questo caso gli Africani d'Abissinia), la sua conoscenza, attraverso l'idea della paura del "contagio". E' stato acutamente osservato che questa meditazione sulla paura ricorda vagamente quella del "Deserto dei Tartari" di Dino Buzzati anche se quest'ultimo è tutto meno che un romanzo satirico.
A fine incontro è stato poi presentato un questionario per vedere di organizzare, per l'autunno, una serie d
i letture sugli autori del 900 italiano.

Per la prossima riunione, che si terrà Giovedì 20 Giugno alle 17.30, leggeremo:

"DUE" di Irène Némirovsky, nata a Kiev da famiglia ebraica nel 1903.Figlia di un ricco commericiante ebreo russo di origini francesi, Iréne Némirovsky nella sua pre-adolescenza si appassiona alla letteratura – quella francese, particolarmente – ed inizia a scrivere i suoi primi racconti con una peculiarità catartica, introspettiva e psicoanalitica; ciò che cerca di subliminare attraverso la scrittura è l’odio provato nei confronti della madre che, completamente assorbita dal vivere nel bel mondo, non le ha mai regalato un sorriso o una carezza.Allo scoccare della Rivoluzione Bolscevica del 1917 la scrittrice lascia in fretta e furia, unitamente alla sua famiglia, la sua San Pietroburgo per rifugiarsi in Francia, dove si sistema definitivamente e dove trascorre – fino all’arrivo della II° Guerra Mondiale – i suoi anni più frivoli e spensierati.A Parigi continua ad inmpegnarsi nella sua attività preferita, la scrittura, ed è ancora giovanissima quando Grasset le pubblica il suo primo romanzo, che avrà uno strepitoso successo: David Golder.Nel 1926 sposa Michel Epstein, giovane e capace ingegnere che seguirà fino alla fine il suo avverso destino; da questo matrimonio nasceranno due bambine, Denise e Elisabeth.Negli anni successivi l’antisemitismo inizia a far sentire forte il suo ringhio; Iréne Némirovsky decide così di convertirsi al Cristianesimo e battezza se stessa e le sue due figliole.Ma ciò nonostante la morsa della furia nazista si stringe e non la perdona: Iréne e Michel finiranno entrambi arrestati e successivamente trucidati nei campi di sterminio.Deportata prima a Pithivier e poi ad Auschwitz, dove morì di tifo nel 1942.

"DUE": Narra le vicende di due coppie subito dopo la fine della prima guerra mondiale a Parigi. Il tema di fondo sarà quello di analizzare il rapporto di coppia attraverso una gamma di sfumature sempre diverse, ma sempre uguali, a quelle che ciascuno di noi ha provato e prova nel corso della 'vita a due'. Tutto contribuisce a precisare ai nostri occhi lo svolgimento delle vite dei quattro protagonisti, dal loro primo incontro nella spenzieratezza di una festa, al loro passaggio all'età adulta, con tutto il carico di speranze deluse, amori e dolori che, nel finale del romanzo, si intuisce passeranno, come un testimone ai loro figli.

"MENDEL DEI LIBRI" di Stefan Zweig, nasce a Vienna nel 1881 da una ricca famiglia ebraica. Si laurea in Filosofia nel 1904. Appassionato viaggiatore, ha modo di conoscere numerosi luoghi del mondo e di incontrare alcuni tra i più importanti esponenti della cultura del tempo: Auguste Rodin, Hermann Hesse, James Joyce, Ferruccio Busoni. Zweig diviene famoso come romanziere, traduttore, biografo e librettista. La sua produzione letteraria è ricca e molto varia, anche se in Italia non tutti i suoi libri sono stati tradotti. Nel 1934 Zweig lascia l'Austria per spostarsi in Inghilterra e nel 1940 si trasferisce definitivamente negli USA al pari di tanti altri esuli ebrei. Il 22 febbraio del 1942, a Petrópolis, cittadina a nord di Rio de Janeiro, Stefan Zweig muore suicida assieme alla seconda moglie Lotte Altmann.

"MENDEL DEI LIBRI": Cinquantatré pagine appena, per offrire il ritratto di un personaggio a metà tra genialità, magia e surreale. Jakob Mendel è specializzato in un campo particolare: i libri, di qualsiasi genere, di qualsiasi autore, soprattutto quelli rari e introvabili. Siede al Caffè Gluck, a Vienna, nel periodo immediatamente precedente lo scoppio della Prima Guerra mondiale, senza occuparsi della politica, delle relazioni internazionali o di chi gli sta attorno. E’ sempre immerso nella lettura di qualche libro o catalogo e alza la testa da questi solo se qualcuno gli chiede di trovare un’opera per lui. Sarà il mondo esterno, con il conflitto bellico, a portare scompiglio nella sua vita, sottraendolo alla sua attività e dal suo unico amore.